PROGETTO DI SENSIBILIZZAZIONE SOCIALE SU 

LUDOPATIA, FEMMINICIDIO E BULLISMO 

 

TEATRIDALSANGUECRUDELE 

L’INQUIETO FASCINO DELLE FIABE

Si è conclusa domenica 11 dicembre la prima parte del progetto “TEATRIDALSANGUECRUDELE – L’INQUIETO FASCINO DELLE FIABE”, volto a sensibilizzare adulti e giovani adulti/adolescenti su fenomeni di fragilità sociale di drammatica attualità, quali la ludopatia, il femminicidio e il bullismo. 

Tre le letture sceniche proposte, tratte da una riscrittura in chiave moderna di alcune fiabe: “Il Nano Tremotino” per l’azzardo, “Barbablù” per la violenza sulle donne, “Il brutto anatroccolo” per il bullismo. 

Il progetto ha preso il via sabato 22 ottobre alle ore 21 presso UpperLab in via Pescaria 1/A a Bergamo, dove alla lettura scenica della riscrittura delle tre fiabe è seguito un approfondito dibattito sul tema dell’azzardo.

Ospiti e relatori: la dott.ssa Nicoletta  Polgatti, collaboratrice del dott. Simone Feder, promotore del movimento No Slot (http://blog.vita.it/noslot/); il dott. Giovanni Marinoni, psicologo-psicoterapeuta esperto in psicotraumatologia, pratictioner EMDR, psicoterapeuta presso il Dipartimento di Salute Mentale dell'Ospedale "Papa Giovanni XXIII" di Bergamo;  il dott. Claudio Persico, educatore professionale   dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Bergamo Est - Servizio Dipendenze.

Moderato dal  dott. Alessandro Massini Innocenzi  (giornalista e scrittore), l’incontro ha fatto luce sul dramma delle vittime dell’azzardo e delle loro famiglie, fornendo uno sguardo critico sul fenomeno, sulla differenza tra l’azzardo e il gioco e sull'importanza di diventare protagonisti attivi e consapevoli nella costruzione di un mondo libero dalla schiavitù delle macchinette.

La ludopatia non è solo un preoccupante fenomeno sociale, ma una vera e propria malattia che può esporre chi ne soffre a gravi conseguenze personali e sociali. Alcuni nuclei familiari arrivano a spendere migliaia di euro all’anno senza spesso vincere nulla, indebitandosi fortemente. Come lo stesso Ministero riporta sul suo portale, “la ludopatia può portare a rovesci finanziari, alla compromissione dei rapporti e al divorzio, alla perdita del lavoro, allo sviluppo di dipendenza da droghe o da alcol fino al suicidio”. 

Il fenomeno rientra nei livelli essenziali di assistenza (LEA), quindi nelle pratiche di prevenzione, cura e riabilitazione attraverso prestazioni erogate dall’SSN. 

A metà del 2016 la giunta comunale di Bergamo ha approvato il nuovo “Regolamento per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo”, come ultimo sforzo in una serie di azioni che da tempo il Comune sta portando avanti per prevenire e limitare il fenomeno. Regolamento che inizia a dare i suoi frutti: la crescita della spesa per il gioco d’azzardo nella città di  Bergamo è inferiore a quella della provincia e della Regione Lombardia (4% nel capoluogo rispetto al +7,8% del dato provinciale, al +6% del dato regionale).  Rallenta il consumo di gioco nella città di Bergamo: -11,4% la raccolta da slot nei bar e nelle tabaccherie, -7,8% i Gratta&Vinci.      

                                                                                        

Si è tenuto domenica 20 novembre alle ore 18.30, sempre presso UpperLab, il secondo appuntamento del  progetto.

La lettura scenica, basata su una riscrittura in chiave moderna della fiaba Barbablù, ha offerto lo spunto per un interessante momento di confronto e riflessione sulla tematica drammaticamente attuale della violenza sulle donne. 

Presenti in veste di relatrici la dott.ssa Lucia Chiarioni (psicoterapeuta; Giudice Onorario in Corte d’Appello del Tribunale di Milano dal 2003 al 2010; titolare del C.P.P.A - Centro di Psicoterapia e Psicotraumatologia Avanzate; autrice del libro “D’Amore non si muore” – www.myantiviolence.com) e l’avvocato Maria Cristina Ghilardi (che dall’anno 2008 ricopre la carica di Referente territoriale dell’AIAF - Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e per i Minori - Sezione di Bergamo – www.aiaf-avvocati.it).

Con professionalità e passione, le relatrici si sono confrontate con un pubblico attento e partecipe, parlando della loro esperienza lavorativa e dando consigli pratici su come prevenire la violenza, come coglierne i primi segnali e come poter agire per difendersi.

Molti i temi e gli spunti emersi nel corso della chiacchierata, tra cui segnaliamo l’utilizzo dell’applicazione per smartphone S.H.A.W (www.appshaw.it), scaricabile gratuitamente e ideata appositamente per la sicurezza delle donne.

Si è discusso anche della nuova normativa in materia, che prevede la possibilità, per chi venisse a conoscenza di una situazione di violenza domestica (i vicini di casa, per esempio), di denunciare il fatto alle autorità competenti - senza che la propria identità venga resa pubblica - e di mettere così in moto un meccanismo di tutela per la donna vittima di maltrattamenti e per i minori coinvolti. 

L’incontro si è chiuso con un messaggio di ottimismo e speranza: uscire dal circuito della violenza è possibile. Tutti possiamo/dobbiamo fare la nostra parte perché la violenza sulle donne non rimanga avvolta nel silenzio e nell’ombra delle mura domestiche. 



     

Oggetto del terzo appuntamento, domenica 11 dicembre, è stato il tema del bullismo. 

La riscrittura de Il brutto anatroccolo e il parallelismo con la tormentata giovinezza del suo autore, Hans Christian Andersen,  hanno offerto lo spunto per approfondimenti e riflessioni in compagnia della dott.ssa Alice Ponzoni, ricercatrice e formatrice nel campo della media education; il prof. Gugliemo Benetti, coordinatore del “Gruppo di Lavoro Persona Cittadinanza Prevenzione del bullismo” dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo; la prof.ssa Sofia De Meo, docente di Lettere nelle scuole superiori. 

In forza della loro esperienza sul campo, i relatori hanno dialogato con il pubblico, portando alla luce i primi segnali di malessere causati da bullismo che un genitore potrebbe cogliere nel figlio: assenza di dialogo, chiusura, troppe ore passate al computer, malumore, mancanza di appetito, apatia. 

Particolare attenzione è stata posta su una nuova preoccupante forma di bullismo, nota come “cyberbullismo”, che si sta sempre più diffondendo tra i "nativi digitali". Il cyberbullismo ha luogo in rete, in un mondo virtuale in cui gli adulti di solito non possono entrare, tuttavia i suoi effetti possono essere estremamente reali e devastanti.

Come aiutare un ragazzo vittima di bullismo? Quali strumenti possono offrire la scuola e i genitori per far fronte a questo problema? 

Non esiste un’unica strada, ma di grande aiuto può essere coinvolgere il ragazzo in attività artistiche, teatrali o sportive che mettano in risalto i suoi talenti, portandolo ad una maggiore consapevolezza di sé e del proprio valore.

 

La riscrittura in chiave moderna delle fiabe tradizionali ha fatto emergere nel pubblico la complessità, l’ambiguità e le “tragedie rimosse” della società in cui viviamo, offrendo la possibilità di un dialogo costruttivo volto a individuare soluzioni positive. 

L’intenzione è quella di continuare il progetto con la riproposta delle tre fiabe già presentate, a cui si aggiungeranno “Cappuccetto Rosso” per una riflessione sul tema della pedofilia, “La piccola fiammiferaia” per il suicidio e “Hansel e Gretel” per l’abbandono familiare.                                                                                                                

Elenco dei relatori intervenuti: la dott.ssa Anna Polgatti, collaboratrice del dott. Simone Feder, promotore del movimento No Slot;  il dott. Giovanni Marinoni, psicologo e psicoterapeuta; il dott. Claudio Persico, educatore professionale; la dott.ssa Lucia Chiarioni, psicoterapeuta, Giudice Onorario in Corte d’Appello del Tribunale di Milano dal 2003 al 2010; l’avvocato Maria Cristina Ghilardi, referente territoriale dell’AIAF (Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e per i Minori), Sezione di Bergamo; la dott.ssa Alice Ponzoni, ricercatrice e formatrice nel campo della media education; il prof. Guglielmo Benetti, coordinatore del “Gruppo di Lavoro Persona Cittadinanza Prevenzione del bullismo” dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo; la prof.ssa  Sofia De Meo, docente di Lettere nelle scuole superiori.    

 

Letture sceniche con Alessandra Ingoglia e Maria Teresa Galati - Matè Teatro   

                                                                                                                                                                                                                             Testi di Silvia Gilardi       

                                                                                                                                                 

Progetto e regia di Pietro Arrigoni     

 

Produzione Le Maschere di Rataplam